Com'e' dunque il bambino normale? Forse si limita a mangiare, crescere e sorridere dolcemente? No, non e' affatto cosi'. Il bambino normale, se ha confidenza con la madre e il padre, supera davvero se stesso. Col tempo, sperimenta la sua capacita' di provocare scompiglio, distruggere, spaventare, logorare, devastare, ingannare e trafugare...
All'inizio, ha un assoluto bisogno di vivere in un ambiente pieno d'amore e di forza (e quindi di tolleranza) - altrimenti avra' troppa paura dei suoi stessi pensieri e delle sue fantasie per progredire nel suo sviluppo emotivo.
Donald Winnicott

giovedì 18 novembre 2010

Dermatite atopica

Uno dei miei figli ha sofferto, quando era più piccolo, di dermatite atopica. Scordatevi di capire la causa; la medicina si limita a curarne i sintomi ed a vagliare ipotesi su qualche corrispondenza causa effetto ed una sospetta ereditarietà. La dermatite atopica si manifestò dopo lo svezzamento, per cui facemmo delle analisi del sangue, delle feci e delle urine per collegarla ad una forma allergica. Scoprimmo una allergia non troppo marcata alle proteine del latte. La dottoressa allergologa che ci seguiva all’epoca ci suggerì di provare per un periodo a seguire una dieta senza latticini, integrata con calcio, per verificarne gli effetti. Nonostante la dieta, come la dottoressa si aspettava, non notammo particolari miglioramenti sulla pelle del bimbo, che continuò ad essere molto secca alle giunture (incavo del ginocchio e del gomito), alle guance e nella zona pannolino. La dottoressa ci spiegò che la dermatite atopica si accompagna spesso con allergia alle proteine del latte, ma una dieta senza latticina non ne migliora i sintomi. Quindi riprendemmo l’alimentazione normale. Notai comunque una certa sensibilità; se esageravamo coi latticini la pelle si faceva più pruriginosa, il contatto con alimenti tipo il gelato provocava una subitanea reazione epidermica, nelle giornate fredde e secche o nei cambi di stagione l’aspetto peggiorava, mentre d’estate, con l’esposizione al sole ed il contatto col mare, la pelle diventava morbida, vellutata, e spariva quel fastidioso prurito. L’effetto prurito si presentava spesso anche la notte, interrompendo il sonno del bimbo.

Su suggerimento del medico che ci seguiva con controlli cadenzati, cercai di privilegiare tra i latticini il parmigiano stagionato almeno 20 mesi e lo yogurt. Inoltre, senza esagerare con le proibizioni, cercammo di portare avanti una dieta molto varia. Questa fu, secondo il medico, la precauzione più efficace, che comunque tutti dovremmo seguire, che aiutò il bimbo a guarire. La dermatite atopica tende infatti a scomparire con la crescita, se coadiuvata da qualche accorgimento. Un soggetto allergico tende comunque a manifestare qualche reazione eccessiva a elementi cosiddetti allergizzanti, e spesso la dermatite si trasforma col tempo in allergia alla polvere o fenomeni asmatici.

Comunque il medico ci suggerì alcuni alimenti allergizzanti da presentare con moderazione (salumi, cioccolata, fragole, kiwi, banane, pomodoro, ed altri). Inoltre usavamo molte creme, alcune a base di cortisone per le fasi acute, ma senza esagerare. Il cortisone tende infatti ad assottigliare lo strato epidermico, e se se ne abusa, a peggiorare l’irritazione cutanea. Avevamo e abbiamo altre creme molto idratanti da usare quasi quotidianamente, soprattutto nelle giornate fredde e secche, durante i cambi di stagione quando certi fenomeni si acutizzano, oppure dopo un bagno in piscina (il cloro infatti secca molto la pelle, sciacquare bene il bambino dopo la piscina ed idratare). Da evitare creme con profumi o aromatizzate, usare solo creme idratanti specifiche (Locobase Repair, Creme Bio Nike apposite, Enydrial, ed altre). Quando ancora portava il pannolino, mettevamo dei fazzoletti di cotone per evitare il contatto con la carta, ed in estate lasciavamo il bambino nudo e libero, pazienza per i pavimenti o i vestiti da lavare. Nell’estate tra i due ed i tre anni andammo tutti alle terme di Comano, in Trentino. La dottoressa ci segnò dei bagni e riuscimmo a far fare le terme al bimbo senza spendere una fucilata. Soggiornavamo a San Lorenzo in Banale, a metà tra Comano ed Andalo, dei luoghi comunque bellissimi dove trascorrere due settimane. Tra l’altro l’aria pura di montagna giova molto alla dermatite. I bagni si rivelarono molto efficaci, e la struttura è adeguata per i bambini, per cui consiglio questo tipo di terme a tutti i bambini che presentano dermatite atopica. Inoltre vengono proposti dei corsi di psicologia per i genitori. La dermatite provoca infatti un dilaniante effetto a catena: mi gratto, mi innervosisco perchè mi gratto, mi gratto ancora di più. Spesso i genitori provano l’impulso, ovviamente sbagliato, di legare i propri figli piuttosto che vederli grattare così violentemente. Così si elimina solo il sintomo e non la causa, e si colpevolizza incosciamente il bambino per il fatto che si gratti. Mantenere la calma può comunque essere difficile, sebbene sia importantissimo. Un facile accorgimento può essere quello di mantenere sempre le unghie delle mani corte e pulite, per evitare ulteriori graffi o infezioni. In casi estremi qualcuno ricorre a calzini o guanti di cotone alle mani dei bambini piccoli per evitare che si graffino troppo da soli.

Anche adesso che mio figlio è praticamente guarito, essendo comunque molto sensibile e presentando talvolto prurito ad esempio alle gambe e sulla schiena nei cambi di stagione, seguiamo comunque degli accorgimenti:

• Dieta varia

• A contatto con la pelle solo indumenti chiari e di cotone (i coloranti possono essere allergizzanti), quindi mutandine e magliettine intime chiare

• Per l’igiene quotidiana usiamo solo sapone di marsiglia puro, per il bagnetto usiamo l’Aveeno, che trovate anche al supermercato

• Abbiamo sempre a disposizione creme idratanti specifiche per la dermatite, rivolgetevi in farmacia

• Abbiamo una crema al cortisone per i momenti di grande prurito e irritazione

• Il mare e la montagna fanno benissimo per la dermatite

• In lavatrice usiamo sapone di marsiglia, pochissimo ammorbidente in quanto l’ammorbidente resta sugli indumenti, quindi deve essere di buona marca e di marsiglia. Ultimamente uso l’aceto al posto dell’ammorbidente e l’effetto è ottimo. Non temete, non resta l’odore sui vestiti.

• Mantenere le unghie delle mani corte e pulite.



All’ultimo controllo eseguimmo un prick test, che evidenziò una leggera allergia alla polvere/acari, mentre quella alle proteine del latte era sparita. Il medico mi spiegò che appunto queste forme allergiche tendono a mutare, e mi suggerì qualche altro semplice accorgimento, tipo:

• Non usare tende lunghe alle finestre

• Minimizzare il numero di peluche, soprattutto in camera da letto. I peluche si possono lavare, tenere in freezere per uccidere gli acari, aspirare con l’aspirapolvere.

• Non spolverare col bimbo in casa, altrimenti si fa un aerosol di polvere.

• Minimizzare il numero di tappeti e lavarli.



Basta, ho scritto un trattato. Spero che sia utile.

giovedì 4 novembre 2010

Le carotine


Io e mio fratello

Non ho mai portato i bimbi da Mc Donalds.
“Perchè?” mi ha chiesto il papà di un bimbo. Semplicemente perchè non è mai stato vagliato tra le scelte di posti in cui cibarsi o acquistare cibo. L’ho sempre semplicemente escluso dalle opzioni. Per motivi olfattivi suppongo (ricordo l’odore che mi disgustava quando era solo all’estero e non ancora in Italia), per motivi nutrizionali anche se ovviamente una volta ogni tanto non fa male a nessuno, ma soprattutto per motivi etici ed ecologici che incosciamente non portano i miei passi verso un fast food.
Ci siamo andati per la prima volta ieri per un compleanno. I bimbi erano ovviamente contenti di stare con altri bimbi, anche se mi hanno espresso alcune perplessità “Brutto mamma, a te piace?”. “Mamma, ma possiamo correre? Saltare?”.
Un posto anonimo scarsamente illuminato dove un compattatore di residui e involucri si spaccia per macchina ecologica. Ovviamente fa piacere il regalino dell’Happy Meal, e le patatine fritte. E dopo, stupore, le carotine! La signorina pupponacongambesecche che si occupa del compleanno arriva con un vassoio di sacchettini contenenti carote mignon, per la salute dei bambini.
Perchè si, anche loro ci tengono. Eccheccazzo!

venerdì 29 ottobre 2010

Tutti pronti per Aulin


Mio figlio piccolo la chiama la festa di Aulin, per cui da festival dell’orrore si è trasformata in casa nostra in festival analgesico. Preparativi per Aulin: far disegnare ai bimbi alcune immagini a tema, tipo un pipistrello, un fantasma, una zucca, un ombrello (scelta del grande) e dei limoni (scelta del piccolo, azzeccatissimi per Aulin), colorarli, ritagliarli ed incollarli ad un nastro. Appendere poi il tutto fuori alla porta di casa, per spaventare i vicini. Appendere un fantasma di cartone alla finestra che dà sulla strada. Prendere una zucca, svuotarla da sopra, scavare occhi e bocca e metterci dentro una candela. Poggiare tutto sul pianerottolo. Questo è ancora da fare, visto che temiamo che la zucca si ammosci o puzzi, se svuotata troppo presto.
Io e mio marito abbiamo comprato e nascosto 4 mega pacchi di caramelle per i bimbi che verranno a trovarci. Non sappiamo come organizzarci con lo scherzetto, visto che quando i miei bimbi hanno visto l’occhio ed il dito sanguinolenti di plastica sul piatto della bimba che vive accanto a noi si sono spaventati. Non vorrei che lo scherzetto se lo facessero da soli. Inoltre temo che il grande, che è timido, non osi suonare alle porte di sconosciuti per chiedere caramelle. Quindi la parte focale della festa di Aulin, quella del “dolcetto o scherzetto”, è ancora in fase di elaborazione. Se restiamo tutta la sera a casa, va bene lo stesso; qualcuno deve pur rimanere ad aprire la porta, no?

martedì 26 ottobre 2010

Progetti


Casa

“Mamma, quando io ho dieci anni, poi quanti anni compiutal?”
“Eh?”
“Quando io ho dieci anni e poi viene il compleanno, quanto anni compiutal?”
“Eh?”
Mi viene in soccorso il grande, che per fortuna traduce:
“Vuole sapere, quando avrà 10 anni e poi festeggierà il suo compleanno, quanti anni compiut ... avrà?”.
“Ahhhhhh! Grazie della traduzione. Compierà 11 anni, dopo 10 viene 11”
Il piccolo prosegue “Voglio la torta al cioccolato”.
OK, anche se non sai coniugare il verbo compiere.
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“Mamma, te da grande cosa vuoi fare?”
Che bello, mi si aprono un sacco di orizzonti e mi sento giovane.
“Voglio fare l’insegnante, e tu?”
Il piccolo risponde “Io voglio fare velocità, e poi il maestro dei grandi”.
Mi ricordavo che voleva fare la spaccata, ora velocità.
Il grande dice la sua “Io farò il pompiere”.
Ma non era Grisù?

mercoledì 20 ottobre 2010

I bimbi stronzetti



Uno dei tanti pomeriggi passati al parco dopo la scuola, il grande gioca con alcuni suoi compagni di classe. Presta ad uno di loro, Francesco, un gioco, un piccolo personaggio di plastica. Dopo un po’ Francesco si rifiuta di restituirlo. Successivamente finge di averlo perso, ma chiaramente lo tiene nella tasca dei jeans.
Quello che avrei voluto fare: prendere a badilate il bimbo stronzetto.
Quello che ho fatto appena il grande mi ha chiesto “Mamma, non mi rivuole dare il gioco”
“Amore, fattelo ridare, oppure dillo alla sua mamma. Ha la tua solita età, dovete sbrigarvela da soli; se poi fa una cosa del genere in classe mamma non può sempre essere lì ad aiutarti”.
Risultato: il bimbo stronzetto si è tenuto il giochino, ma sono convinta che il mio grande ci penserà tre volte prima di prestargli di nuovo qualcosa.
Che cosa avreste fatto voi? Mio marito sarebbe intervenuto, io sarei intervenuta solo se mi fossi trovata nella situazione contraria, ovvero uno dei miei faceva il furbo con un altro bimbo.
Ma facciamo bene, qui in Italia, ad insegnare ai nostri figli ad essere corretti?

mercoledì 29 settembre 2010

Evidenti diversità


Astronave

Stamani ho portato i bimbi a scuola ed alla materna. Di solito invece li vado a prendere. Sembravo una locomotiva con rimorchio. Io il treno, loro il rimorchio. Ho seriamente pensato di comprargli le scarpe con le ruote, attaccarli alla cintura e portarli veloce all’ingresso dell’edificio scolastico. Soprattutto al piccolo, che indugia sui fiorellini, le bacche d’alloro e le lumache infreddolite. Mi sono fatta largo tra un agglomerato di genitori coi loro bimbi, assiepati di fronte all’ingresso a parlare, disinteressati al prescuola. Noi invece si. Noi aderiamo e paghiamo per il prescuola. Spingo il portone a spinta, saluto, lascio il grande, lo bacio, mi proietto col piccolo verso l’uscita, e osservo gli altri risalire paciosamente lo stradone verso la scuola, con il loro passo dell’obeso (anche senza essere obesi) e la camminata quasi stanca. Quelli che lavorano no, non li vedi, passano veloci come Beep Beep inseguiti dal Coyote. Lancio il piccolo nell’aula della scuola materna, poi mi pento, rientro, lo ribacio, salgo in macchina e mi appresto a percorrere 32 Km per andare al lavoro.
A proposito, Buongiorno.

venerdì 24 settembre 2010

Preparazione visita di controllo annuale del pediatra


Eroi Marvel

Prima parte, io che preparo i bimbi alla visita del pediatra
“Allora bimbi, domani pomeriggio andiamo dal pediatra, fa solamente un controllo, vi pesa, vi misura, vi guarda gola, orecchie, controlla la respirazione”
“Ci guarda anche il pisellino?”
“Si, vi guarda anche il pisellino, ma è normale, è un medico e vuole controllare che vada tutto bene. Anche mamma va da un medico che si chiama ginecologo e che le controlla la passerotta.”
Seconda parte, i bimbi parlano al babbo della visita che avranno nel pomeriggio
“Babbo, oggi andiamo dal dottore, forse ci controlla il pisellino, e anche la passerotta di mamma!”.